Ricerca indipendente

Sono una ricercatrice freelance, cioè non sono “affiliata” a una specifica università, ma, naturalmente, collaboro con alcuni enti che si occupano di ricerca, lavorando in equipe con altri ricercatori.

Invece, per quanto riguarda il tema che sento a me più vicino (l’effetto dei campi elettromagnetici pulsati e a bassa frequenza sui tessuti biologici), tema che tanto mi riguarda da vicino in quanto sono elettrosensibile dal 2013,  lavoro il più possibile in assolo, per non avere condizionamenti nei modi e nei tempi e per poter approfondire la letteratura il più possibile a 360 gradi.

Sovvenziono le mie ricerche attraverso il fare musica e divulgazione. La mia ricerca è sempre in progress, lo scopo è quello di raccogliere e sintetizzare le molteplici e a volte divergenti informazioni che abbiamo già a disposizione il letteratura su un tema estremamente controverso, come quello dell’effetto dei campi elettromagnetici sulla salute dell’uomo, ma anche dell’ambiente, delle piante e degli animali…

L’obiettivo del mio lavoro di ricerca indipendente in questo ambito, è principalmente la stesura di review tematiche sull’argomento e meta-analisi, oltre all’attività divulgativa.

Mi occupo anche di raccolta e analisi dei dati per cercare di dare validità statistica alle ipotesi che emergono dalla revisione critica della letteratura multidisciplinare. Siccome sono affetta da Sensibilità Chimica Multipla, non mi è possibile svolgere ricerca in laboratorio e ho dovuto già da alcuni anni abbandonare questa strada, per dedicarmi, invece, alla parte “matematica” della ricerca, cioè l’analisi dei dati, che svolgo principalmente da casa.

Cosa faccio nella pratica? Seleziono centinaia di articoli al mese, li studio e li sintetizzo, al fine di suggerire nuove ipotesi e prospettive di ricerca ai ricercatori che si occupano di raccolta dati e ricerca sul campo, in laboratorio;

Cerco, inoltre, io stessa di portare in letteratura nuovi dati, collezionando e poi analizzando nel loro insieme, con un approccio che si chiama “meta-analisi”, dati che sono già riportati in letteratura da laboratori di ricerca diversi, su medesimi argomenti. La meta-analisi permette di dare maggiore forza a questi dati. Uso questo approccio  per contribuire, nel mio piccolo, alla ricerca nell’ambito della salute legata ai cambiamenti ambientali.

Come sovvenziono le mie ricerche? Principalmente tramite il progetto “Epidemusic, una biopianista per la ricerca scientifica“, portando sui palchi delle associazioni e degli enti che organizzano concerti e serate tematiche, i miei concerti scientifici e ricevendo donazioni.