Possibili implicazioni del livello di estrogeni nell’ elettrosensibilità come malattia metabolica

Mi è venuta un’idea per chiudere il cerchio sul ruolo degli estrogeni nel fatto legato al glutatione di cui ti avevo scritto….

Mi dici se il ragionamento che scrivo qui ti sembra sensato? Può valere la pena che io continuo ad approfondire seguendo questa ipotesi?

Io credo, come già ti avevo detto, che l’elettrosensibilità (o comunque l’aumento dei sintomi), si alegato in qualche modo all’equilibrio estrogeni/androgeni….e che il tutto influenzai la producione del Glutatione. Sto cercando di stabilire un circolo vizioso biochimico che giustifichi, sul lungo periodo di esposizione, questa teoria.

Tra l’altro: sai che una mia amica che, purtroppo, ha dovuto inibire l’aromatasi a causa di un carcinoma mammario (tolto lo scorso anno), è diventata, lentamente elettrosensibile?

Lei è un medico. Si è stupita tantissimo di questo sintomo che aveva sentito nominare solo da me in tempi non sospetti e adesso sta aiutandomi a ragionare sulla questione….

Io sto cercando di mostrare, con un modello logico, non con esperimenti, che non sarei in grado di fare, che il campo elettromagnetico porti iper metabolismo cellulare ( si è già studiato che il campo funziona come un fattore di crescita….

Io poi, vorrei addentrarmi nell’aspetto molecolare e sono certa che di mezzo ci sia l’implicazione di PTEN  nelle ciglia di molti tipi diversi di cellule …. ma questo è ancora un’altro aspetto…. sono certa che ci siano proteine criptocromi che agiscono da piezo a livello delle cilia e che la componente meccanica del campo sia trasformata in segnale elettrico proprio lì! Ne sono sicura e ho già moltissima letteratura, ma mi ci vorrà una vita per portare avanti queste teorie. Si è ormai mostrato che tutti i neuroni hanno cilia, e sono certa che ci sia una disregolazione di cellule ependimali, oltre che a livello di eminenza mediana, tanniciti…. che porta poi lepetino resistenza e malattie metaboliche che aggravano il quadro dello stress ossidativo e dell’infiammazione….

ma questo è un capitolo lunghissimo, a parte….

Per ora mi sto solo concentrando su AMPK, metabolismo energetico. Quindi biochimica più che biologia molecolare.  Vorrei trovare uno schema plausibile che mostri come il citocromo P450 può essere influenzato da estrogeni e ossido nitrico (e qui dovrei esserci arrivata). I campi elf attivano i TPR e portano eccesso di CA2+. L’attivazione di TRPV1 nei neuroni aumenta l’ingresso di calcio (Ca2 +), che aumenta il livello Ca2 + intracellulare, portando così all’eccitazione dei neuroni sensoriali e, s non ricordo male, pure al salto del Mg2+ e l’apertura degli NMDA…..oltre che ad una cascata infiammatoria, Ho ipotizzato che l’iperstimolazione di TPRV1 da parte della stimolazione meccanica del campo ELF in tessuti periferici (anche solo a livello del derma, possa portare un’iperproduzione di NO endoteliale e arrivare a consumare BTH4, sopratutto in persone che già hanno stress nitrati estremo. Questo, su persone con un P450 lento, un po’ di carenza di NADPH, e un quadro più tendente a bassi livelli di estrogeni (donne, quindi, in menopausa….) potrebbe portare il crack…. e ipotizzo che la cura sia Metformina + glutatione e compagnia cantante di antiossidanti….

Parto dal dato che i campi ELF portano stress mitocondriale e depilazione energetica  per: iperattività ciclo ossido nitrico, cronica, ingresso di calcio nel RE, esigenza di energia per lo stock del CA2+, perdita gradiente protonico).

Se la via di AMPK è attivata quando c’è una diminuzione nella produzione dell’adenosintrifosfato (ATP), si suppone che in caso di carenza di ATP dovuta a sofferenza mitocondriale l’AMPK debba attivarsi…

L’attivazione di AMPK da parte di LKB1 sopprime la crescita e la proliferazione cellulare quando i livelli di energia e nutrienti sono scarsi. Quindi LKB1 dovrebbe fare il suo lavoro e dire a AMPK di darsi da fare! 

Supponiamo che in me l’AMPK si attivi poco: (ecco perchè mi sembrava mi facesse tanto bene la Metformina!): magari è colpa di LKB1, che , tra l’altro, sembra essere il target della Metformina, la via che permette al farmaco di attivare AMPK…., almeno nei tessuti muscolari, nel fegato, ne tessuto adiposo e nelle cellule beta pancreatiche.

Mettiamo che io abbia un po’ troppi androgeni che non si convertono i estrogeni, siccome l’aromatasi catalizza la reazione che a partire dal testosterone sintetizza estradiolo. Mettiamo che per qualche polimorfirsmo io abbia un quadro che tende a far funzionare poco l’aromatasi, che guarda caso è localizzata nel reticolo endoplasmatico (delle cellule in cui è espresso, tra cui anche cellule del tessuto cerebrale). L’aromatasi ha bisogno della flavoproteina  NADPH

E potrebbe essere per questo che risento di più nella seconda metà del mese!

Le NOS non sono citocromi P450, ma i due enzimi sono simili. impiegano lo stesso gruppo protesico per eseguire una chimica simile. Inoltre, condividono NADPH come partner redox, (che nel caso di NOS è incorporata con l’ossigenasi). in NOS , in più, c’è il cofattore tetraidrobiopterina, che viene applicato come donatore di elettroni ausiliario per prevenire il decadimento del complesso ossiferro in eme ferrico e superossido. Facciamo finta che  BTH4 si consumi per iperstimolazione del ciclo dell’ossido nitrico da campi, a quel punto si creano i perossidi e la cellula si stressa. Nl frattempo c’è comunque iper produzione di ossido nitrico che porta a downregulation del citocromo P450 1a1 e NADPH. Così, dai che ti dai, P450 ne risente….

Siccome ho letto che il trattamento di adipociti (sia di topo che dell’uomo in vitro), con testosterone e DHT per 24 ore riduce l’espressione di mRNA di LKB1 attraverso il recettore degli androgeni e, di conseguenza ha anche ridotto l’attivazione di AMPK mediante fosforilazione. e, al contrario, il trattamento con 17β-estradiolo ha aumentato l’mRNA di LKB1, mi son detta: e se si sommassero i due problemi: stress nitrati acuto da esposizione campi su un quadro mio che tende alla carenza di estrogeni? E il motivo fosse che si crea un circolo vizioso che manda in sofferenza sia il sistema glutatione