Campi elettromagnetici cosa sono e valori di attenzione: appunti…

Dal sito AIRC…

I campi elettromagnetici sono dati dall’insieme di un campo elettrico e uno magnetico.

Un campo elettrico è dato da una differenza di potenziale (o tensione) che per esempio spinge gli elettroni a muoversi lungo un cavo. All’aumentare della tensione il campo elettrico aumenta la propria forza. I campi elettrici si misurano in volt per metro (V/m).

Un campo magnetico si genera col movimento di flussi di elettroni, cioè col passaggio di corrente elettrica attraverso fili o dispositivi elettrici, e aumenta di intensità all’aumentare della corrente. La forza di un campo magnetico diminuisce rapidamente con l’aumentare della distanza dalla sorgente. I campi magnetici sono misurati in microtesla (μT, o milionesimi di un tesla).

I campi elettrici vengono prodotti indipendentemente dal fatto che un dispositivo sia acceso o meno, mentre i campi magnetici vengono prodotti solo quando passa la corrente, il che di solito richiede l’accensione di un dispositivo. Le linee elettriche producono continuamente campi magnetici perché la corrente passa sempre attraverso di loro. I campi elettrici sono facilmente schermati o indeboliti da muri e altri oggetti, mentre i campi magnetici possono passare attraverso edifici, esseri viventi e la maggior parte dei materiali.

I campi elettrici e magnetici insieme sono indicati come campi elettromagnetici e sono presenti ovunque nell’ambiente. Per esempio le particelle cariche che si accumulano nell’atmosfera dopo i temporali generano campi elettrici, mentre la Terra possiede un proprio campo magnetico. Accanto alle sorgenti naturali ne esistono anche molte artificiali: televisori e schermi del computer, forni a microonde, telefoni cellulari, rasoi elettrici, asciugacapelli, ma anche alcuni dispositivi sanitari come gli apparecchi per radiografie, TC e risonanze magnetiche. I campi elettromagnetici si classificano in base alla frequenza, ovvero al numero di onde che si propagano in un secondo (misurata in hertz). Abbiamo così:

  • campi a frequenza estremamente bassa (fino a 300 hertz), ad esempio generati dai dispositivi elettrici presenti nelle nostre case;
  • campi a frequenza intermedia (tra 300 hertz e 10 megahertz), ad esempio generati dai computer;
  • campi a radiofrequenza (da 10 megahertz a 30 gigahertz), come quelli prodotti da radio, televisione, antenne per la telefonia cellulare e forni a microonde.

È scientificamente provato che i campi elettromagnetici interagiscono con i tessuti biologici. L’interazione è tanto più potente quanto più ci si trova vicini alla sorgente e varia in base alla frequenza. Il principale effetto dei campi elettromagnetici (soprattutto quelli a radiofrequenza) sul corpo umano è il riscaldamento: lo stesso principio sfruttato nei forni a microonde per riscaldare i cibi. Tuttavia i livelli ai quali siamo normalmente esposti, per esempio mentre guardiamo la televisione o utilizziamo il computer, sono molto inferiori ai valori richiesti per produrre un riscaldamento significativo.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza (CRF) come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani: agenti per i quali vi è una limitata prova di cancerogenicità negli esseri umani e un’insufficiente prova di cancerogenicità in animali di laboratorio.

Intervista Angelo Gino Levis, già professore ordinario di mutagenesi ambientale all’Università di Padova, attualmente esperto di inquinamento elettromagnetico e vice presidente dell’Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog (applelettrosmog.it).

In Italia, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, le leggi – sia nazionali che regionali – sul controllo della nocività dei campi elettromagnetici non-ionizzanti (CEM) erano sufficientemente cautelative. In particolare nelle leggi regionali i limiti di esposizione allora fissati, improntati al Principio di Precauzione che fa parte della nostra Costituzione, erano: 0,2 microTesla (µT) per il campo magnetico prodotto dai CEM a frequenza estremamente bassa (ELF: linee per il trasporto dell’energia elettrica e strumenti elettrici per uso domestico e industriale) e 0,5 Volt/metro (V/m) per il campo elettrico dei CEM a frequenza alta (RF, radiofrequenze: impianti radio-TV) e altissima (MO, microonde: telefoni mobili – cellulari e cordless, radar,forni a microonde).
A partire dal 2003, per la pressione dei gestori delle linee elettriche (elettrodotti) e delle compagnie di telefonia cellulare, queste leggi sono state cancellate o, comunque, rese meno cautelative: i limiti regionali sono stati dichiarati incompatibili con quelli fissati per tutto il territorio nazionale dalla sentenza n.307 del 7.10.03 della Corte Costituzionale, ed i nuovi limiti sono stati fissati dal DPCM 8.7.03 a 3-10-100 µT per i CEM/ELF, a seconda dei tempi di esposizione e della tipologia degli elettrodotti, e a 6-20 V/m per i CEM/RF-MO.

da https://sosonline.aduc.it/scheda/elettrosmog_5708.php

Pensare alla telefonia cellulare come unica fonte di elettrosmog e’ ovviamente riduttivo. Letteralmente si puo’ dire che le onde elettromagnetiche ci avvolgono, perche’ generate da apparecchi elettrici. Forni a microonde, personal computer, asciugacapelli, rasoi elettrici, frigoriferi, radiosveglie, televisione, spazzolino elettrico, lavastoviglie, lavatrice, ferro da stiro, aspirapolvere, lampada, trapano, ecc., generano onde elettromagnetiche. L’intensita’ di queste onde si esaurisce a distanza di pochi centimetri, come e’ visibile dalla tabella.
campo magnetico espresso in micro Tesla alla distanza di:
3 cm 30 cm 100 cm
ASCIUGACAPELLI 6 – 2000 < 0,01 – 1 < 0,01 – 0,3
RASOIO ELETTRICO 15 – 1500 0,08 – 7 < 0,01 – 0,3
LAVATRICE 0,8 – 50 0,15 – 3 0,01 – 0,15
LAVASTOVIGLIE 3,5 – 20 0,6 – 3 0,07 – 0,3
FORNO A MICRONDE 75 – 200 4 – 8 0,25 – 0,6
FORNO ELETTRICO 1 – 50 0,15 – 0,5 0,04 – 0,091
FRIGORIFERO 0,5 – 1,7 0,01 – 0,25 < 0,01
FERRO DA STIRO 8 – 30 0,12 – 0,3 0,01 – 0,025
ASPIRAPOLVERE 200 – 800 2 – 20 0,13 – 2
TELEVISORE 25 – 50 0,04 – 2 < 0,01 – 0,15
LAMPADA DA TAVOLO 40 – 400 0,5 – 2 0,02 – 0,25
TRAPANO 400 – 800 2 – 3,5 0,08 – 0,2
Ovviamente un campo elettromagnetico viene prodotto dagli elettrodotti la cui tensione puo’ raggiungere valori elevati, fino a 380.000 Volt (380 kV).
L’azione di questi campi si esplica su distanze di decine di metri. Il campo elettrico e’ schermato da edifici e alberature mentre non lo e’ il campo magnetico. Qui di seguito la tabella indica il valore del campo elettrico e magnetico in relazione alla distanza da un elettrodotto.
Elettrodotti Campo elettrico e magnetico alla distanza di
380 kV 24m 28m 41m 59m 84m 134m 190m
Campo Elettrico (V/m) 1150 830 399 176 78 29 14
Campo Magnetico (micro Tesla) 5 3.8 2 1 0.5 0.2 0.1

ELF E ALTE FREQUENZE. I LIMITI. UNITA’ DI MISURA
In sintesi l’elettrosmog (inquinamento elettromagnetico) e’ costituito da due componenti: una a bassa frequenza (ELF, extremely low frequencies) emessa da elettrodotti, linee ed apparecchiature elettriche ed una ad alta frequenza (RF, radio frequency e microonde) generata da antenne trasmittenti quali le stazioni radiobase per la telefonia cellulare, i ponti ripetitori radiotelevisivi e telefonici, gli apparati di radiotrasmissione in genere, inclusi i telefonini e i forni a microonde. Le radiazioni a bassa e alta frequenza si dicono non ionizzanti (NIR) per distinguerle da quelle ionizzanti (IR), cioe’ i raggi gamma, X e ultravioletti.
I limiti di esposizione totale, previsti dalla normativa nazionale, per le basse frequenze (ELF) sono di 100 micro Tesla, il valore di attenzione e’ di 10 micro Tesla e l’obiettivo qualita’ e’ di 3 micro Tesla. I limiti per le alte frequenze (radio frequenze e microonde), sono di 6 V/m per le zone intensamente frequentate (es. citta) e di 20 V/m per le zone non intensamente frequentate (es. campagna). La Raccomandazione comunitaria fissa il valore limite per le basse frequenze in 100 micro Tesla e per le alte frequenze il limite e’ di 41,2 V/m, per le frequenze tipiche della telefonia cellulare a 900 Mhz, e di 58,3 V/m per quelle a 1800 Mhz. Tuttavia per quanto riguarda i cellulari veri e propri, non si utilizzano le misure in Volt/m ma si valuta il Sar (tasso di penetrazione dei tessuti), per il quale non vi sono riferimenti normativi in merito.
Secondo una indagine dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici), contenuta nell’Annuario dei dati ambientali, il 7% degli impianti radiotelevisivi e lo 0,3% delle stazioni radiobase per la telefonia mobile superano il limite di 6 V/m e il 2% della lunghezza complessiva delle linee elettriche supera i 100 microtesla.
Il Testla (T) e’ un’ unita’ di misura del flusso di induzione elettromagnetica prodotto dalla corrente (A).
Il Volt/metro (V/m) e’ l’unita’ di misura del campo elettrico prodotto dalla tensione (V).

Dal sito ARPA veneto

Il campo di induzione magnetica prodotto in un determinato punto, misurato in microtesla (µT), dipende principalmente dalla corrente circolante (aumenta all’aumentare della corrente), dalla distanza dai conduttori (diminuisce all’aumentare della distanza), ma anche dalla loro disposizione spaziale e distanza reciproca. Dato che la corrente 7 non è stabile nel tempo, ma varia al variare della richiesta di energia, ne consegue che anche l’induzione magnetica ha un’intensità variabile durante la giornata, raggiungendo generalmente i valori minori nelle ore notturne.

Qualche definizione…

Campo elettrico (E): proprietà dello spazio dovuta alla presenza di cariche elettriche. Si misura in volt/metro (V/m).

Campo magnetico (H): proprietà dello spazio dovuta alla presenza di cariche elettriche in movimento (correnti) o di magneti. L’unità di misura è l’ampere/metro (A/m).

Campo di induzione magnetica (B): descrive l’interazione dei campi magnetici con la materia. L’unità di misura è il tesla (T);

Il microtesla (µT) corrisponde a un milionesimo di tesla. I campi elettromagnetici (CEM) hanno origine dalle cariche elettriche e dal movimento delle cariche stesse (corrente elettrica).

L’oscillazione delle cariche elettriche, per esempio in un’antenna o in un conduttore percorso da corrente, produce campi elettrici e magnetici che si propagano nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche.

Le onde elettromagnetiche sono una forma di propagazione dell’energia nello spazio e, a differenza delle onde meccaniche (ad esempio le onde sonore), si propagano anche nel vuoto alla velocità di 300000 km/s (velocità della luce). Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate dalla frequenza, che rappresenta il numero di oscillazioni compiute in un secondo dall’onda e si misura in cicli al secondo o hertz (Hz).

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Lo spettro elettromagnetico Lo spettro elettromagnetico rappresenta la classificazione di tutte le onde elettromagnetiche in base alla loro frequenza. Lo spettro può essere suddiviso in due parti:

1.radiazioni non ionizzanti: comprendono le frequenze (0 – 1015 Hz) fino alla luce visibile; l’energia trasportata non è sufficiente a ionizzare gli atomi e a rompere i legami atomici, cioè a rimuovere completamente un elettrone da un atomo o da una molecola.

2. radiazioni ionizzanti: coprono la parte dello spettro (con frequenza maggiore di circa 1015 Hz) dalla luce ultravioletta ai raggi gamma; l’energia trasportata è sufficiente a ionizzare gli atomi o le molecole (cioè a strappar loro gli elettroni) e a rompere i legami atomici.

Le radiazioni non ionizzanti d’interesse ambientale si dividono in: 1.radiazioni a bassa frequenza (ELF), con frequenza pari a 50 Hz 2.radiazioni a radio frequenza (RF), con frequenza compresa tra 100 kHz e 300 GHz.

I due gruppi di onde elettromagnetiche interagiscono in modo differente con gli organismi viventi e comportano rischi diversi per la salute umana, vanno quindi trattati separatamente. I campi a radio frequenza (RF) cedono energia ai tessuti sotto forma di riscaldamento, i campi a bassa frequenza (ELF) inducono delle correnti nel corpo umano.

Le linee elettriche, deputate al trasporto e distribuzione dell’energia elettrica, si suddividono, a secondo della tensione, in: 1. alta tensione: 380 kV, 220 kV, 132 kV 2. media tensione: 15 kV 3.bassa tensione: 380 V e 220 V

Le sorgenti di campi elettrici e magnetici a 50 Hz (ELF) di maggior interesse per l’esposizione della popolazione sono le linee elettriche di alta tensione e le cabine elettriche secondarie

In prossimità di un elettrodotto si generano un campo elettrico e un campo di induzione magnetica. Il campo elettrico prodotto in un determinato punto, misurato in V/m (volt/metro), dipende dalla tensione della linea (aumenta all’aumentare della tensione) e dalla distanza dai conduttori (diminuisce all’aumentare della distanza). Dato che la tensione è fissa, ne risulta che anche i livelli di campo elettrico sono stabili in una data posizione spaziale. Nel caso di linee aeree, il campo elettrico presenta un massimo nella zona sottostante la linea e decresce rapidamente all’allontanarsi dalla linea stessa.

Gli oggetti presenti nelle vicinanze di un elettrodotto, ad esempio alberi e edifici, producono un effetto schermante sul campo elettrico. Gli edifici producono una riduzione del campo elettrico negli ambienti interni: a seconda della struttura dell’edificio e del tipo di materiale da costruzione impiegato, il campo elettrico risulta anche 100 volte inferiore rispetto a quello esterno.

Il campo di induzione magnetica prodotto in un determinato punto, misurato in microtesla (µT), dipende principalmente dalla corrente circolante (aumenta all’aumentare della corrente), dalla distanza dai conduttori (diminuisce all’aumentare della distanza), ma anche dalla loro disposizione spaziale e distanza reciproca. Dato che la corrente 7 non è stabile nel tempo, ma varia al variare della richiesta di energia, ne consegue che anche l’induzione magnetica ha un’intensità variabile durante la giornata, raggiungendo generalmente i valori minori nelle ore notturne.  Contrariamente al campo elettrico, edifici o altri oggetti vicini agli elettrodotti non hanno effetto schermante sul campo di induzione magnetica: all’interno di edifici in prossimità di linee elettriche o cabine, i valori misurati risultano confrontabili con quelli esterni. Per questo motivo la normativa vigente pone un’attenzione particolare all’esposizione della popolazione al campo di induzione magnetica prodotta dagli elettrodotti.

NORMATIVA

NORMATIVA EUROPEA
Raccomandazione 1999/512/CE del 12 luglio 1999 (G. U. C. E. n. L199 del 30/07/1999) del Consiglio, relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300GHz.NORMATIVA NAZIONALE
Legge 22 febbraio 2001, n.36
Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

Radiofrequenza
” Decreto legge 1 maggio 1997, n.115 (Gazz. Uff., 2 maggio, n. 100), convertito in legge 1.7.1997, n.18 (Gazz. Uff., 1° luglio 1997, n. 151). Disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 96/2/CE sulle comunicazioni mobili e personali.
” Ministero dell’Ambiente del 10.9. Decreto del 1998, n.381 Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana
(Il testo comprende anche le linee guida applicative pubblicate in GU 257/1998)
(G.U. n. 257 del 3 novembre 1998)
” Legge 20 marzo 2001, n.66 ( G.U. del 24 marzo 2001, n. 70) Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche’ per il risanamento di impianti radiotelevisivi
” Decreto legislativo 4 settembre 2002, n.198
Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. (G.U. n. 215 del 13-9-2002)
” Decreto Ministeriale 29 gennaio 2003
Istituzione del catasto delle reti radiomobili di comunicazione pubblica e degli archivi telematici in attuazione dell’art. 12, comma 3, del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 198. (G.U. n. 57, 10 marzo 2003, Serie Generale)

Elettrodotti
– Regio decreto 11 dicembre 1933, n.1775 – Titolo III
Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici
– D.P.R 18 marzo 1965, n.342 – Art.9 (G.U. 26 aprile, n. 104)
Norme integrative della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 e norme relative al coordinamento e all’esercizio delle attivita’ elettriche esercitate da enti ed imprese diversi dall’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica
– Legge 28 giugno 1986, n.339 (G.U. 10 luglio, n. 158)
Nuove norme per la disciplina della costruzione e dell’esercizio di linee elettriche aeree esterne
– D.M. 21 marzo 1988, n.449
Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l’esecuzione e l’esercizio delle linee aeree esterne
(recepisce la Norma CEI 11 – 4; il testo e’ coordinato ed integrato con le successive disposizioni legislative al 29/04/02)
– Decreto Ministero dei Lavori Pubblici 16 gennaio 1991
Aggiornamento delle norme tecniche per la disciplina della costruzione e dell’esercizio di linee elettriche, aeree esterne
Modifica il DM 449/1998 – (G.U. 16 febbraio 1991, n. 40)
– D.P.C.M del 23.4.1992
Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno. (G.U. n. 104 del 06/05/19)
– Accordo interministeriale 14 settembre 1995
Accordo procedimentale interministeriale in ordine alla valutazione dei progetti di risanamento ambientale dell’inquinamento elettromagnetico di cui all’art. 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992. (G.U. 18 marzo 1996, n. 65)
– D.P.C.M del 28 settembre 1995
Norme tecniche procedurali di attuazione del D.P.C.M 23/04/1992 relativamente agli elettrodotti. (G.U. n. 232 del 4 ottobre 1995)
– Parere del Consiglio Superiori dei Lavori Pubblici IV^ Sezione 17.12.1998, n 457
“Norme applicabili alla costruzione di linee elettriche aeree esterne. Pareri del Consiglio Superiore LL.PP. 4^ Sezione, n. 261 del 25.6.1998, n. 285 del 16.7.1998 e n. 174 del 23.4.1998”

Compatibilità Elettromagnetica
” Decreto Ministero delle Comunicazioni 27/09/1999
Riconoscimento di organismi competenti in materia di compatibilita’ elettromagnetica
” Decreto 18 maggio 1999 (Ecosonline)
Norme armonizzate in materia di compatibilità elettromagnetica
(pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4 giugno 1999)

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