Quando il calcio viene incontro alla musica…ecco come Buffon ci spiegherebbe le cadenze II-V-I

Allora Adriano, respira profondamente e dimenticati le diciotto ore al computer che hai già oggi consumato in ufficio. Lo so, sono le nove di sera. Però la tua lezione, mannaggia, è sempre alle nove di sera e, a volte, un po’ di teoria devo per forza sciorinartela. Oggi, per esempio, dobbiamo affrontare un concetto basic: la cadenza II-V-I nel modo maggiore. Dai! Non male come apericena, no?
Dire che arriva completamente panato a lezione, è un eufemismo. Si recapita in aula puntuale, dopo 12 ore in banca, back-office, numeri e firme a go-go tutto il giorno e, almeno il mercoledì alle 21, il pianoforte dovrebbe essere il “suo” momento. Per rilassarsi. Ma studiare musica non è sempre rilassante e Adriano lo sa: più semplice un biliardo o la piscina coperta se si vuole impegnare la mente in qualcosa che isoli dai problemi dell’universo per una sera a settimana.
Adriano ha quarantasette anni, lavora in banca da ventitré, e, da quando ne ha sette, sogna di suonare il pianoforte.
…Tornassi indietro farei il musicista.
So che non si presenta qui ogni settimana, alle 21, sfinito, giusto per rilassarsi e “staccare”. L’ha detto il primo giorno: vuole dare spazio al suo lato artistico, e lo vuole fare su ottantotto tasti. Ma studiare musica non è sempre fare qualcosa di artistico e Adriano lo sa: più semplice un corso di scrittura creativa, se ci si vuole esprimere e depurarsi dei problemi dell’universo una sera alla settimana, almeno la grammatica italiana la si conosce già.
Invece la grammatica musicale va assimilata proprio dall’ INCOMINCIO con dedizione, studiando, ascoltando dischi, sfogliando e decifrando spartiti e, ahimè, imparando dai manuali. Il mio compito con Adriano, almeno questa sera, è quello di sostituirmi al pallosissimo Piston per evitargli l’ennesimo mattone dopo i tanti già digeriti tra le scartoffie in ufficio cercando di trasmettergli nozioni base di armonia musicale con una certa fantasia.
– Ti ricordi Roger Rabbit? Ammazza la vecchia… Roger non resiste, balza fuori dal suo nascondiglio in gran fibrillazione…Col Flit! Intona il fatidico finale e si fa beccare!
Adriano se la ride.
– Ma lo sai che non è l’unico, Roger, ad avere sto vizio impellente di completare i gingle musicali?
Continua ad ascoltarmi divertito.
– Se suono questo (e piazzo tre accordi di SOL7 a due mani), e poi dico “Allora ciao, la lezione è finita”, ti rimarrà l’ansia tutta la settimana, perchè ti mancherà…(e piazzo un DO Maggiore arpeggiandolo a a quattro ottave) la conclusione!
E in poche frasi entro nel merito del ruolo degli accordi nell’ambito della tonalità.
– Rabbit non è certo Sinopoli, ma il suo istinto riconosce gli accordi di tensione, che creano movimento, e desidera che si concatenino a quelli conclusivi.
Cerco di rimanere nella metafora per non appesantire la mente comprensibilmente stanca di Adriano.
– Come ti è andata, poi, la partita a calcetto, giovedì scorso?
Adry me lo aveva accennato chiacchierando dopo la lezione, che il gruppo dipendenti Area Mutui aveva sfidato a calcetto a sette i ragazzi dell’Area Conto Imprese per il giorno dopo, in pausa pranzo. Una sorta di piccola festa di addio al celibato per un collega.
– Fai meglio a chiedermi com’è andato l’acido lattico ai polpacci la mattina dopo! Eravamo tutti piegati, in ufficio!
Adry distende le gambe puntando i talloni davanti a me, come fosse in campo.
– Suppongo almeno che le regole del calcio siano il tuo pane, o no?
Alzo un sopracciglio in segno di sfida, mentre addocchio e subito afferro il suo quaderno pentagrammato. È pronto al varco: spunta dalla sua borsa come chiaro segno di preveggenza.
– Lo so, lo so, sei bianconero! Non è uno sfegatato bianconero, Adriano, ma è un bianconero.
Appunto velocemente la scala di do maggiore appoggiandomi al ginocchio per scrivere (i leggii dei pianoforti verticali rendono isterici anche i più accomodanti docenti) e impalco semibrevi a grappolo per formare una fila con le sette triadi sui gradi della scala, come di consueto. Adriano conosce bene la procedura.
– Vediamo se sei veramente devoto alla tua squadra: dimmi al brucio i due centrocampisti, i due attaccanti e i tre migliori portieri nella storia della Juve!
Elenco in fila sul pentagramma, su sua dettatura : PIRLO, PLATINI’, MORATA, DEL PIERO, ZOFF, BUFFON, PERUZZI!
Suddivido un doppio pentagramma in quattro caselle: CENTROCAMPISTA, ATTACCANTE, PORTIERE. GOAL!,
Inserisco i nomi dei giocatori, suddivisi per ruolo, nelle prime tre caselle, lasciando l’ultima vuota.
– Il mondo del calcio è in fermento, per un’ attesissima reunión: le sette migliori leve juventine degli ultimi 50 anni si ritroveranno per un allenamento! Per l’occasione, ognuna delle sette stelle del pallone ha potuto scegliere il proprio numero fortunato da portare dietro le spalle fino alla vittoria. La portata di un evento così unico non poteva non essere sottolineata con una simpatica nuova convenzione creata per l’occasione: ecco entrare in campo i nostri campioni con numeri romani stampati sulle maglie del cuore!
E associo i numeri ai nomi
PIRLO (IV), PLATINI’ (II), DEL PIERO (V) MORATA (VII), ZOFF (III), BUFFON (I), PERUZZI (VI).
– Purtroppo Morata, con il suo numero VII, è scivolato inavvertitamente nel tunnel degli spogliatoi e si ritrova in panchina già per il primo allenamento.
Ecco la squadra sul quaderno di Adriano:

Adriano è abbastanza spiazzato e incuriosito da garantirmi la sua attenzione per i prossimi 10-15 minuti senza avere cedimenti e allora inizio a spiegare i vari elementi della metafora.
La squadra rappresenta un gruppo di giocatori che organizzano azioni tra loro per sviluppare, giocando con altre squadre una partita; in musica potremmo dire che una tonalità rappresenta un gruppo di note e accordi che organizzano tra loro azioni musicali per concorrere, insieme ad altre tonalità, allo sviluppo della composizione musicale.
– La tua squadra di veterani della Juve è composta da sette giocatori; la nostra tonalità, di sette accordi.


I giocatori portano una maglietta di uguale colore, in quanto appartenenti alla stessa squadra, così come gli accordi costruiti in una certa tonalità, avranno le stesse note “nere o bianche” che si trovano nella tonalità da cui sono costruiti. Esempio: la tonalità di re maggiore ha due note alterate (fa# e do#), quindi anche gli accordi della tonalità di re maggiore avranno il fa e il do sempre diesis. Questo ragionamento aiuta parecchio i pianisti a visualizzare le note alterate delle triadi sulla tastiera in fase di studio.


Approfitto dell’esempio in re maggiore per smettere di parlare di teoria per qualche minuto e creo per Adriano un piccolo esercizio per ripassare la scala di re maggiore. Chiedo ad Adriano di improvvisare qualche melodia in re maggiore con la sola mano destra, per ripassare la scala.

Mi alzo, impalco la sedia che mi ospita sulla mia testa e scivolo dietro di lui per passare alla sua sinistra, riappoggio la sedia a terra, mi ci siedo e mi impossesso delle ultime due ottave basse del pianoforte, per accompagnarlo con un piccolo groove latino in re maggiore. Quando poi Adriano inizia il ripasso delle triadi in re maggiore in centro tastiera, io lo sostengo con un riff funky su pedale di tonica sui bassi.
Adriano suona gli accordi in ordine, dal primo al settimo, su e giù. Lo esorto a cambiare l’ordine, scegliendo le successioni a suo gusto. Passano sei o sette minuti, così, di improvvisazione a quattro mani: melodie e giri armonici in re maggiore e poi ritorniamo a bomba.
Suddivido una nuova riga pentagrammata: PREPARAZIONE, TENSIONE, RILASSAMENTO, RIPOSO e inserisco i numeri romani, stavolta senza il nome dei giocatori.


Ok. Nel nostro allenamento, le azioni per fare gol le compiono gli accordi. II e IV, centrocampisti, passano a V (VII per adesso lo lasciamo in panchina) che tira in porta. Ad ogni tiro ruotano i tre portieri (I, III, e VI). Nell’ultima casella, c’è il momento del cambio portiere. Scrivi un po’ di combinazioni e poi le proviamo.
Divido la parte restante del foglio in file di quattro battute vuote.
Ecco le combinazioni di Adriano:

(Scarca qui il file in formato PDF serie II-V re magg_1

Le suoniamo. Io accompagno leggendo la sua successione, lui improvvisa in re maggiore, poi ci invertiamo. Lui resta sempre seduto e io salto da curva est e curva ovest portandomi la sedia sulla testa, per suonare a volte la melodia, a volte il giro del basso.
Più o meno, tutta la musica occidentale, si fonda su questo concetto di cadenza (azione musicale).
-…poi, come ogni partita del cuore che si rispetti, tra un’azione e l’altra può succedere di tutto, ma questa è già composizione e scoprirai tutto più avanti. Il calcio non è mica solo polpacci: Vedrai come li stracci, quelli dell’ Area Mutui, alla prossima, adesso che ti ho raccontato tutti questi trucchi da campione!!!

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